Gerardi SpA si è messo al TOP (SOLID)

La partnership fra il principale produttore italiano di attrezzature portapezzi e teste angolari e l'industria francese che produce software ha segnato un cambio di passo nella produzione dell'azienda varesina


Questa non è solo una bella storia di due realtà imprenditoriali che, seppur molto differenti fra loro, hanno in comune una collaborazione che è servita a entrambe per migliorare, ciascuna nel suo campo di attività, le proprie capacità competitive.

Da una parte c'è Gerardi, nome storico del mondo della meccanica italiana che, in oltre quarant'anni di attività, è stata fondata da Ivano Gerardi nel 1971, si è conquistata il primato nella produzione di attrezzature portapezzi e in particolare di  morse modulari di precisione per il serraggio, dall'altra Missler, azienda francese presente in Italia da circa vent'anni che realizza e commercializza sistemi CAD CAM per l'industria, seguendo una filosofia concettuale assolutamente innovativa e estremamente intuitiva nell'approccio.

Nel corso dei sui quasi 45 anni di attività, Gerardi è stata capace non solo di innovare e migliorare costantemente il proprio prodotto e di conseguenza il livello dell'offerta, ma ha saputo affiancare alla propria vocazione originaria anche un'offerta supplementare. Infatti a partire dalla metà degli anni '80, accanto alle attrezzature portapezzi Gerardi ha avviato la produzione di testine angolari per macchine utensili tradizionali e per centri di lavoro, oltre a una   famiglia di motorizzati per torni a CNC. I principali comparti di destinazione di questa tipologia di offerta sono il mondo automobilistico e l'aeronautico. Non si trattò a onor del vero di un progresso facile da realizzare, anche perché alla base di questo passaggio erano e sono ancora presenti soluzioni innovative legate al processo di rettifica. Tanto che, per poter dare seguito alle proprie intuizioni Ivano Gerardi non tentennò neppure un secondo davanti all'idea – poi realizzata – di costruirsi da solo alcune specifiche macchine di rettifica.

 

Chi fa da sé...

“Si tratta di una scelta – ci spiega Ivano Gerardi Jr. che gestisce insieme al padre l'azienda di famiglia – che ancora oggi è per noi valida. Tanto che le macchine destinate alle operazioni di rettifica che si vedono in questo stabilimento, ma anche nella nostra consociata cinese, sono ancora frutto del nostro lavoro, e sono prodotte qui a Lonate Pozz<s>u</s>olo”.

Ed è proprio partendo da questa tecnologia made in Gerardi che fu piantato il primo seme di una collaborazione con l'industria aerospaziale Cinese che passo dopo passo, anno dopo anno, anche grazie agli importanti investimenti realizzati dall'impresa italiana da semplice joint venture controllata ( come sempre accadeva in passato) dal socio locale, si è trasformata in una moderna azienda a capitale italo-cinese in cui però il controllo ( anche azionario) è saldamente in mano italiana. Proprio questo controllo azionario ha portato la società cinese a operare seguendo rigidamente gli standard qualitativi imposti dall'Italia e quindi certificandosi secondo le norme ISO 9001:2000. In questo modo si ha la certezza che ciò che è prodotto in Cina è qualitativamente pari a prodotti analoghi realizzati in altri stati ed a riprova di sono sono i 5 anni garanzia su tutta la gamma di morse realizzate in Cina. Non è quindi un caso che anche la consociata cinese goda di ottima salute e di riconoscimenti commerciali in tutto il mondo.

 

Cina l'India e ancora Italia

Se tutto questo potesse sembrare ancora poco, c'è da rammentare che proprio a partire dal 2012 è iniziata una nuova fase espansiva per quanto concerne la produzione, da prima con l'acquisizione di un nuovo stabilimento in Italia per la produzione di teste angolari e subito dopo con l'apertura di un nuovo stabilimento in India, destinato alla produzione di attrezzature destinate al mercato locale. Insomma, una realtà estremamente dinamica che oggi può contare su una forza lavoro complessiva di oltre 200 collaboratori con una età media inferiore ai 40 anni, e con la propensione a far crescere internamente il proprio gruppo di lavoro attraverso un sistema di formazione continua. Non è quindi un caso se proprio in Gerardi chiunque abbia un ruolo decisionale o di vertice sia cresciuto e si sia formato anche in azienda. Un altro elemento questo, che la dice lunga sulla capacità della famiglia Gerardi di sviluppare rapporti di lavoro stabili e stimolando la ricerca dell'eccellenza anche attraverso il riconoscimento del merito. Non fosse così l'azienda che sorge a pochi km dall'aeroporto di Malpensa, non potrebbe vantare una percentuale di export superiore al 70% del fatturato, realizzato in più di cinquanta paesi nel mondo e una propensione all'investimento in R&D che si aggira regolarmente attorno al 10% del fatturato.

Il parco macchine presente in Gerardi è decisamente di prim'ordine. Impianti recenti e di alto livello qualitativo. Una politica questa che vede i Gerardi impegnati attivamente proprio per garantirsi sempre migliori strumenti produttivi.

 

L'occasione buona è TopSolid

Ed è proprio nella ricerca di strumenti sempre migliori che le strade di Gerardi e Missler si incontrano. Il desiderio da parte del produttore varesino era riuscire a dare un assetto complessivo alla parte produttiva decisamente più moderno di quello presente e soprattutto pi efficiente. L'occasione per affrontare questa necessità si è presentata con l'arrivo di una nuova macchina utensile. Si è deciso di partire dall'ultima arrivata per implementare un CAM e conseguentemente trasferirlo gradualmente al resto dell'officina.

“ Già in passato – ci spiega Marino Ottoboni technical manager della Gerardi - abbiamo utilizzato sistemi dedicati a semplificare questo passaggio. In effetti, diversi anni addietro, ne avevamo addirittura realizzato uno tutto nostro. Probabilmente non erano ancora maturi i tempi. Poi ci siamo tornati con un po' più di calma ma senza riuscire a trovare la nostra strada definitiva. Così, l'arrivo di questo nuovo centro di lavoro ci ha dato la possibilità di riprendere e rifondare, se così si può dire, tutta la questione CAM in azienda”.

Così, per fare le cose fatte per bene fino in fondo alla Gerardi hanno cercato sul mercato una persona che già conoscesse questo prodotto e che li mettesse nelle condizioni di avere una rampa di avvio dell'insieme decisamente più rapida. Ed è esattamente quello che si è verificato.

“ Ma non solo – prosegue Ottoboni - dalla prima macchina il sistema ha iniziato a diffondersi verso il resto dell'officina e da una siamo passati a due e poi ad altre macchine. Insomma la semina ha funzionato. Sicuramente da una parte c'è il vantaggio di avere una persona destinata a questo centro di lavoro che già aveva operato con TopSolid nel mondo degli stampi, dall'altra però noto una decisa velocità di apprendimento delle dinamiche che guidano questo Cam anche da parte di chi con altri software era andato in crisi o comunque molto in difficoltà. La differenza con altri prodotti – prosegue Ottoboni - da ciò che posso misurare in produzione è una facilità di utilizzo che si ottiene grazie alla logica decisamente innovativa con cui Missler opera. Vedo che il tempo necessario da parte di chi è completamente digiuno di Cam per arrivare a impossessarsi fino in fondo dell'uso del sistema è contenuto. Pochi giorni di operatività per iniziare a muoversi e un paio di mesi per arrivare ad avere il possesso completo dello strumento”.

 

Macchine complicate? Interfaccia semplice

A rendere ancora più significativi i vantaggi che sono stati ottenuti dall'inserimento di TopSolid Cam c'è il cambiamento profondo che i macchinari in officina e di conseguenza gli uomini che li gestiscono hanno dovuto affrontare negli ultimi anni. Sempre più spesso infatti, le macchine utensili non sono più delle prestatrici d'opera in un solo tipo di lavorazione, ma si sono trasformate in un concentrato di funzioni sempre più ampie e complesse. Questo porta alla necessità di avere un Cam in grado di dialogare con la massima facilità in tre direzioni: verso l'area tecnica, verso l'area operativa della macchina e cosa non meno importante, verso chi la macchina deve condurla. Sono i tre requisiti che stanno alla base del successo di TopSolid che, ricordiamolo si è conquistato un proprio posto nel mercato del CAD CAM PDM introducendo a un certo punto della propria storia un nuovo modo di intendere il proprio prodotto e iniziando un percorso che molti ritenevano da outsider e che invece da semplice speranza, o promessa, è diventato uno dei prodotti più qualificati e soprattutto più innovativi e versatili che questo mondo possa offrire a chi cerca affidabilità, flessibilità e capacità di dialogo con ogni sistema presente sul mercato.

 

(articolo redatto da Paolo Beducci su Meccanica&Automazione nel 2015)